IOMISENTO 2020 ONLINE CENTRO DONNA CESENATICO

­­Giovedì 29 ottobre 2020 alle ore 20:30, avrà inizio il corso online “Io mi sento”, svolto in collaborazione con il Comune e il Centro donna di Cesenatico.

La partecipazione è gratuita; il corso è costituito da 5 incontri, svolti online sulla piattaforma Google Meet, nelle seguenti date:

giovedì 29 ottobre,

giovedì 5 – 12 – 19 novembre

martedì 24 novembre

dalle ore 20.30 alle 22.30

Il corso è rivolto alle donne che desiderano rafforzare la propria autostima, migliorare la comunicazione nelle relazioni affettive e familiari e la capacità di riconoscere gli stereotipi di genere e le dinamiche di prevaricazione che frequentemente si verificano all’interno delle relazioni interpersonali significative.

Essere consapevoli di se stesse implica entrare in contatto con il proprio sentito e con la sfera dell’emotività, che rappresenta lo strumento più prezioso per comunicare in modo autentico ed efficace, al fine di dare rilievo alla propria unicità, e favorire la capacità di individuare ed esprimere i propri bisogni in maniera serena, per poter stare all’interno di una relazione affettiva rispettando se stesse e l’altro.

Per informazioni/iscrizioni contattare:

Centro Donna: centrodonna@comune.cesenatico.fc.it  (si consiglia l’invio di mail)

Oppure: l’Ufficio URP del Comune di Cesenatico 0547 79109, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:00.

Un caro saluto dallo staff di Psicologia Urbana e Creativa

#IOMISENTO #PUCRAVENNA #CENTRODONNA

NUOVA EDIZIONE “IO MI SENTO” 2020

“Io mi sento” inizia la nuova edizione del corso psico-educativo rivolto alle donne: martedì 22 settembre a Castiglione di Ravenna, presso la Sala del Consiglio – Ufficio Decentrato, Via Vittorio Veneto 21.

E’ prevista una bella novità: i corsi saranno costituiti da 7 incontri (anziché da 5) per approfondire meglio gli aspetti che ci interessano. il corso è dedicato alle donne che desiderano acquisire autostima, consapevolezza e assertività nelle relazioni e nelle dinamiche familiari.

Essere consapevoli di se stesse implica dare spazio all’ascolto di sé e dare risalto alla sfera dell’emotività, che è sempre più spesso soffocata dalle logiche razionali e dagli stereotipi culturali di genere, che limitano la propria autenticità e libertà.

Aumentando l’investimento su se stesse si rafforza la capacità di stare all’interno di una relazione di coppia rispettando se stesse e l’altro, e di esprimere i propri bisogni in maniera serena ed assertiva.

Questi sono solo alcuni dei temi che verranno trattati in gruppo, attraverso esercizi, giochi e simulazioni, per acquisire strumenti utili al fine di prendere consapevolezza degli stereotipi culturali di genere che ci condizionano, dell’immagine che abbiamo di noi stesse e nel ruolo che rivestiamo all’interno delle relazioni affettive tra donne e uomini, e per favorire la nostra lucidità e indipendenza affettiva dall’altro, affinchè le nostre relazioni siano consapevoli e gratificanti.

Sono previsti 7 incontri serali nelle giornate di 

martedì 22-29 settembre,

06-13-20-27 ottobre e 03 novembre,

dalle 20:45 alle 22:45,

presso la Sede della Circoscrizione di Castiglione di Ravenna,

Sala del Consiglio,

Via Vittorio Veneto 21.

Condotto dalle Psicoterapeute e Psicologhe:

Dott.ssa Giancarla Tisselli , Dott.ssa Stella D’Oronzo,

Dott.ssa Luana Di Cataldo, Dott.ssa Grazia Giannini

In ottemperanza alle misure di sicurezza e prevenzione della salute, per garantire un ambiente sicuro e adeguato allo svolgimento del corso, la partecipazione è aperta ad un massimo di 16 partecipanti.

Per iscrizioni (max 15 iscritti) chiamare 340/8436969

E’ previsto un costo di iscrizione di 10€ per la tessera associativa

Per iscrizioni ed informazioni potete telefonare a 

Stella D’Oronzo 3408436969

info@pucravenna.org

#IOMISENTO #PUCARAVENNA #CASTIGLIONEDIRAVENNA

Corso psico-educativo I SENTIMENTI DEGLI UOMINI 2020

 LUNEDI’ 21 SETTEMBRE 2020 alle ore 20.45 

presso la Casa del Volontariato di Ravenna, Via Sansovino, 57 

riparte il corso psico-educativo 

“I SENTIMENTI DEGLI UOMINI” 

Corso rivolto agli uomini per trovare alternative all’aggressività nelle relazioni affettive e nelle situazioni domestiche 

condotto dagli Psicoterapeuti e Psicologi: 

Fulvio Zanella, Daniele Righini, Marco Grazioli, 

Giancarla Tisselli, Grazia Giannini, Stella D’Oronzo 

Perché arrabbiarsi e criticare, rischiando di rendere invivibili tanti ambiti della nostra vita, quando possiamo dire semplicemente ciò che ci piace e che non ci piace e dare limiti in modo chiaro e gentile a chi non ci sta rispettando. 

Strumenti di comunicazione non conflittuali, come la comunicazione empatica e l’assertività, permettono di spiegare i nostri sentimenti e i nostri bisogni all’altro, favorendo l’accoglienza e l’accettazione, senza rischiare di compromettere le relazioni. 

Entrando in contatto con le proprie emozioni potremo conoscerci meglio e avere più chiaro di cosa abbiamo bisogno e come esprimerlo, riconoscendo e valorizzando il nostro sentito e dando i giusti limiti alle relazioni interpersonali. 

Essere emotivi significa utilizzare la nostra intelligenza in rapporto alle emozioni, permettendoci di essere noi stessi, di riconoscere e rispettare le nostre esigenze e quelle dell’altro, al fine di vivere le relazioni tra donne e uomini in modo autentico e non conflittuale. 

Questi sono alcuni dei temi che verranno affrontati in gruppo con esercizi, simulazioni e filmati, durante i 7 incontri del corso, previsti nelle seguenti date: 21-28 Settembre, 05-12-19-26 Ottobre e 9 Novembre 2020 dalle ore 20:45 alle 22:45. 

La partecipazione al Corso prevede una quota di iscrizione pari a € 10,00 per la tessera associativa e un contributo di € 10,00 a parziale copertura dei costi per i materiali che verranno rilasciati ai partecipanti 

Per iscrizioni e informazioni entro il 18 settembre

fulviozanella@libero.it 

#PUCravenna #ISENTIMENTIDEGLIUOMINI

Fare Comunità al tempo dei Social – webinar 28.05.2020

Il gruppo di lavoro del Progetto ” Pluriverso di Genere” invita a partecipare a:

Webinar gratuitoFare Comunità al tempo dei Social

Diretta YouTube | Giovedì 28 Maggio dalle ore 18.00

Computer, tablet, smartphone hanno determinato una rivoluzione a tutto tondo nella quotidianità di ciascuno, in particolar modo in quella delle nuove generazioni, che vanno incontro a nuove opportunità ma anche nuovi rischi per la sicurezza e la salute.

I mutamenti dell’Era Digitale pongono famiglia e Scuola di fronte a sfide inedite, rispetto alle quali mancano spesso chiavi di lettura, strumenti, competenze.

Tuttavia, le tecnologie ci forniscono al contempo strumenti utili a superare le limitazioni imposte dall’attuale emergenza sanitaria, dandoci modo di incontrarci nella distanza e riflettere assieme sul modo in cui è cambiata e sta cambiando l’idea di fare comunità.

WEBINAR GRATUITO

Progetto “Pluriverso di Genere”

Fare Comunità al tempo dei Social

Diretta YouTube | Giovedì 28 Maggio dalle 18

INTERVENTI:

“Costruire comunità online: oltre l’odio in Rete”

Cinzia ALBANESI

Prof.ssa Associata Dip. Psicologia – Università di Bologna

“Consumo di Pornografia in Rete ed educazione alla sessualità”

Ilaria BONATO

Coordinamento Pedagogico – Comune di Bologna

CLICCA QUI PER VEDERE LA DIRETTA 

https://youtu.be/bhCSQTFFz6g

Relazioni domestiche al tempo del Covid-19_Intervista alla Psicoterapeuta Giancarla Tisselli

Intervista alla Psicoterapeuta Giancarla Tisselli

23.4.2020 RAINEWS 24

Come possiamo prevenire o evitare i conflitti in famiglia fra uomini e donne e riconoscere le modalità prevaricanti che mettiamo in atto nella vita quotidiana?

Mi fa piacere fornire alcuni strumenti per riconoscere le dinamiche familiari in questo periodo di convivenza domestica.

Spesso le donne si valutano con “occhi maschili” nel senso che pensano a se stesse come sottoposte allo sguardo di un uomo. Utilizzano criteri appresi nella propria infanzia, cioè idee che provengono dal passato. Nell’inconscio c’è come un “Patriarca interiore” che andrebbe scovato e con il quale si può iniziare a dialogare apportando contenuti nuovi, argomentazioni attuali. Il primo passo per migliorare le relazioni è rivolto verso se stessi, ci sembra più facile cercare di cambiare gli altri, invece il primo passo da fare è rivolto verso le proprie modalità, cambiare noi stessi è sempre possibile.

Anche gli uomini si leggono con criteri del passato, giudicano se stessi e il mondo, e quindi anche le donne, con criteri vecchi, appresi fin dai tempi della propria infanzia, utilizzano le esperienze e i racconti sulle donne che hanno ascoltato dai loro genitori e nonni, immersi in una cultura che non offriva le stesse libertà a donne e uomini, tali narrazioni spesso assomigliano agli stereotipi di ruoli o di genere che oggi persistono nelle pubblicità, nei film e nei video che in rete abbondano.

Crediamo di essere esenti da stereotipi, ma questi si annidano nella nostra mente. Negarne l’esistenza è l’automatismo più diffuso, spesso utilizzato nel tentativo di proteggere la propria roccaforte dell’io.

Molte volte l’io è identificato con le proprie logiche, ma noi non siamo le nostre idee, siamo molto di più, siamo i nostri sentimenti, le nostre emozioni, i nostri stati d’animo, il nostro essere figli, o genitori o fratelli, sorelle o amici, persone presenti nelle relazioni, nell’aiuto al mondo tramite i nostri talenti, le nostre qualità, caratteristiche, risorse e affetti.

I conflitti permangono quando insistiamo per affermare le nostre logiche: restare sul mentale pensando “ho ragione io non hai ragione tu“ci fa rimanere sul piano del conflitto.

Quindi si finisce per imporre le proprie ragioni e litigare?

Il maltrattamento psicologico è volto ad imporre il proprio potere su chi ci sta intorno. Alla parola <potere> ci assale un senso di resistenza, pensiamo di non esercitarlo, anzi ci viene da dire che sono gli altri a volerci sottomettere… ecco, questa è già una modalità gerarchica: la dimostrazione che siamo caduti in logiche di potere, dove si pensa che qualcuno sia sopra e l’altro sotto.

In natura ci sono due modalità: quella dell’accoglienza delle varie forme di vita, il cui valore si esprime in una circolarità, come quella degli ecosistemi dove ogni forma di vita ha una sua importanza e specificità – che possiamo chiamare simbolicamente Materna o Femminile –rispondente ad idee del tipo: “madre natura accoglie tutti i suoi figli“, “la varietà è una risorsa per la sopravvivenza della specie”.

L’altra modalità è quella della scala gerarchica dove un elemento prevale sull’altro, per intenderci “Il leone è il re della foresta“, oppure continuando con i luoghi comuni: “ogni gruppo deve avere un capobranco”,” perché ci sia un ordine occorre una gerarchia di sottomissione”,”il pesce più grande mangia il più piccolo” siamo in una condizione classificatoria che possiamo definire simbolicamente Paterna o Maschile.

Come nel mondo naturale, è importante che esista sia l’accoglienza tipica dell’ecosistema (assimilabile al Femminile) che l’ordine della catena alimentare (assimilabile al Maschile), per fare una creatura occorrono metà dei geni provenienti dall’ovulo e metà dallo spermatozoo, così si può ipotizzare di attingere in modo equo dalla modalità Femminile e da quella Maschile per creare meno conflittualità e forse più armonia. Su un piano psichico, Carl Gustav Jung associa le Logiche e il Pensiero al simbolo del Maschile, mentre i Sentimenti e la Natura a quello Femminile.

Se le logiche dominanti nel patriarcato si fondano su una considerazione che mette in primo piano il Pensiero, relegando in secondo piano le istanze sentimentali ed affettive, in questo modo si riscontra immediatamente l’esistenza di una gerarchia, credo che tale preminenza del pensato sia alla base del conflitto Fra Maschile e Femminile.

Tornando agli esempi simbolici possiamo dire che i problemi si sono creati da quando la Classificazione è stata considerata più importante dell’Accoglienza del valore della varietà. Dire che uno va meglio dell’altra è già essere entrati nella gerarchia. La parità è da intendersi come democrazia: concezione egualitaria del diritto alla libertà.

Tutto ciò per dire che c’è un pregiudizio antico che alimenta una conflittualità sotterranea, archetipica, che permane nell’inconscio delle persone e che agisce con potenza. La sua forza può essere portata a coscienza: fuori dall’Ombra.

Cominciare a considerare l’idea che i Sentimenti possono avere la stessa dignità e lo stesso valore dei Pensieri, può essere un primo passo verso la parità.

In questo periodo ci troviamo in casa ad avere una quantità di tempo maggiore dedicata agli affetti, ai sentimenti, alla famiglia, cioè al simbolico Femminile, rispetto al tempo del lavoro e del mondo esterno, simbolicamente Maschile. Può essere una buona occasione per dedicare concentrazione e tempo per una migliore gestione dei sentimenti e delle relazioni affettive.

Come possiamo applicare alla vita quotidiana questa modalità più accogliente, dei sentimenti?

Il primo passo è proprio mettere in discussione le sicurezze ferree, cioè i pre-giudizi, i giudizi imparati automaticamente dai vecchi modi di fare.

Il secondo è riconoscere le modalità Prevaricanti:

Fra queste possiamo mettere in primo piano la svalutazione che si esprime con comportamenti spesso acquisiti dagli uomini senza esserne consapevoli, ed esercitati sulle donne mediante tre grossi filoni:

1) Commenti sul corpo delle donne: sull’estetica, sul seno, sull’abbigliamento, sulle gambe, sul sovrappeso, sul lato B, come se ci fosse un lato A, cioè leggendo la donna come un oggetto sessuale in funzione del piacere dell’altro.

2) Commenti sulla testa delle donne: “Non capisci”, “Non ce la puoi fare”, “Se tu fossi intelligente”, “È come ho capito io, tu non stai attenta”, “Dove hai la testa?”, “Testolina”.

3) Commenti sul meritare di essere amata, a condizione che…: “per essere come piace a me dovresti fare…”, oppure incitare alla rinuncia ai propri talenti, qualità e libertà pur di restare nella relazione, anche se frustrante.

Inoltre sono forme di maltrattamento psicologico: giudicare, offendere, deridere sotto forma di scherzo, attribuire significati secondo i propri criteri logici pensando che siano migliori delle logiche dell’altra persona.

Altri tipi di maltrattamento sono le modalità di controllo più o meno velate. Controllare: il tempo, il denaro, gli spazi, imporre ruoli, decidere anche per l’altra persona.

Il diritto di famiglia è cambiato nel 1974 ma ancora c’è l’idea che esista una capo famiglia.

Se non vogliamo che sia la rabbia a regolare le relazioni, occorre trovare metodi alternativi.

Sappiamo che l’ira, la maleducazione o l’urlare, offendere, imprecare o ancor peggio l’uso della violenza fisica, rovinano i rapporti.

Fra le strade alternative alla violenza troviamo le strategie degli Psicologi Norvegesi di Oslo ATV Alternative To Violence, che per primi, più di 30 anni fa, hanno iniziato a curare gli uomini che hanno agito maltrattamento in famiglia. L’imbuto della rabbia è uno degli schemi utilizzati per riconoscere che sentimenti ci sono dietro il nervosismo. Anche riconoscere l’eredità dei comportamenti maltrattanti, appresi perché anche padri e nonni li utilizzavano, serve a cercare modalità alternative.

Il diniego, il lasciar correre, far finta che il comportamento prevaricante non sia avvenuto e anche la giustificazione o ancor peggio la solidarietà con chi ha agito l’atto violento, o il deridere le vittime, sono comportamenti che mantengono la violenza.

Il primo passo è quindi riconoscere le situazioni in cui si mettono in atto gli automatismi aggressivi appresi e ripetuti senza pensare che possano esistere strade diverse. Una delle tante alternative è esprimere i propri bisogni in modo chiaro e gentile. Che cosa ci impedisce di dire le cose con garbo? Forse l’idea che se urliamo più forte, o se facciamo la faccia imbronciata e gli occhi minacciosi, l’altro capisce che facciamo sul serio? Non è necessario imbronciarsi per esser creduti, per far capire che c’è un bisogno legittimo da esprimere.

E’ alle persone con manie di potere o con narcisismi autoaffermanti che appartengono modi prepotenti. Sappiamo che si può esprimere con tono di voce normale, con pacatezza, e perché no col sorriso, ciò che desideriamo chiedere.

Poi sarà l’altro che potrà fare altrettanto e rispondere sì o no in base al proprio sentimento, desiderio, bisogno.

Se tutto questo oltre che dal normale rispetto viene accompagnato anche da Amore, tutto diventa più facile. Se l’Amore può essere identificato con la possibilità di rispondere ai desideri dell’altro, rimanendo se stessi, aderenti alla propria natura, si può provare come andare, a volte, anche nel giardino dei piaceri dell’altro, per aumentare la gioia di entrambi.

Una delle modalità che possono facilitare le buone relazioni è il modo di comunicare che tiene conto dei Sentimenti: dare spazio alle emozioni, tener in considerazione la “realtà psichica” che parte dai propri sentiti e bisogni, tiene presente anche i sentiti e i desideri dell’altro.

Si parte dall’ascolto di se stessi, e si formula la domanda, in modo che anche l’altro abbia il diritto ed il tempo di rispondere, successivamente è possibile accomodare la richiesta ed armonizzarla affinché la relazione possa essere rispettosa e fluida.

Il concetto di empatia consiste nella capacità di stare nei propri panni, ascoltare i propri sentimenti emozioni e necessità, poi mettersi nei panni dell’altro, accogliere quanto arriva dall’altro e tornare nei propri panni per poi agire tenendo conto delle emozioni di entrambi.

La comunicazione empatica (che fa riferimento alla comunicazione non violenta di Rosenberg e al metodo senza perdenti di Gordon) è uno strumento paritario e rispettoso delle persone perché tiene in considerazione il desiderio di ognuno, si basa sul chiedere, non sull’imporre.

L’altro può dire sì o no: “mi piace, posso farlo”, oppure può dire “non riesco, non posso”. Alla base c’è la fiducia fra le due persone e la volontà di spiegarsi e capirsi, o meglio”comprendere”. Col termine <capire> si intende decodificare i concetti, i contenuti, mentre col termine <comprendere> si intende accogliere anche le emozioni e gli stato d’animo.

La comunicazione empatica non è mai generica, parte sempre da un punto ben preciso, in genere da un episodio. Infatti è circostanziata al “quando“, il primo passo della Comunicazione empatica è individuare un momento preciso, una situazione in cui qualcosa non ha funzionato, viene percepita una stonatura o una cosa che ci fa dispiacere, che merita di essere trattata per migliorare la relazione. Facciamo un esempio di un conflitto domestico: “Quando hai commentato dicendo che la cottura del pesce era sbagliata….”

Segue poi il secondo passo della comunicazione empatica che si esprime col “Mi sono sentito/a“. Occorre prendere contatto con i propri stati interiori per comprenderli e chiamarli col proprio nome: agitato/a, rattristato/a, innervosito/a, colpevolizzato/a, svalutato/a….. Questo passaggio risulta il più delicato in quanto occorre pensare bene che sentimento comunicare, non si può esprimere un sentito proiettivo o incolpante, perché sarebbe espressione di un sentimento ostile, ciò che viene detto deve essere costruttivo e positivo, ci esprimiamo per stare meglio in relazione , non per attaccare. Quindi si potrebbe dire “Mi sono sentita rattristata, è cambiato il mio umore perché ho avito la sensazione di essere criticata….”

Il terzo passaggio è l’espressione del proprio bisogno, che deve essere chiaramente in relazione con il sentito: se ho freddo, ho bisogno di scaldarmi, se ho sete ho bisogno di bere, se sono triste ho bisogno di rallegrarmi… In questo caso: “Ho bisogno di stare piacevolmente insieme a te, sottolineare gli aspetti positivi mi rende piacevole l’atmosfera, dopodiché posso accogliere anche un commento costruttivo“.

Il quarto ed ultimo passaggio è la domanda da porre nello specifico all’altro. Non si può pensare che basti esprimere il proprio bisogno, occorre chiedere all’altro che cosa può fare per noi in modo che la relazione sia più gratificante per entrambi. La domanda potrebbe essere: “Quindi ti chiedo di provare ad esprimere i pregi dell’avere qualcuno che ha cucinato per te e di tener conto del nostro buon umore quindi di contare fino a 10 prima di parlare, in modo da poter trovare gli aspetti buoni e valutare se fare una critica,o un apprezzamento riconoscente ” .

E’ solo un piccolo esempio di come possiamo stare sul piano del sentito, del sentimento e dello stare bene insieme dicendo”io mi sento…”, possiamo provare a portare avanti sentimenti positivi: la gratitudine, il riconoscimento, il valore reciproco, il desiderio e le libertà.

Mi sembra un metodo molto utile e immediato, anche se ci si deve allenare. Dove si può imparare meglio ad essere empatici?

Esistono molti libri, e la possibilità di rivolgersi a professionisti psicologi o psicoterapeuti che specialmente in questo periodo sono disponibili anche on line.

Volendo a Ravenna da 5 anni Psicologia Urbana e Creativa, con il contributo del Comune e della Regione, svolge corsi psico-educativi Io mi sento” rivolti alle donne che desiderano   riconoscere le dinamiche di potere fra i generi e i tipi di maltrattamento psicologico. Dello stesso Progetto fanno parte i Corsi specifici rivolti agli uomini dal titolo ” I sentimenti degli uomini” per prendere confidenza con le proprie emozioni e coi propri sentimenti, per provare ad esprimerli: imparare a gestire la rabbia che dietro ha sempre altri sentimenti: la paura dell’abbandono, della solitudine, del cadere in pensieri pessimistici (il pessimismo, cioè vedere il bicchiere mezzo vuoto, è spesso causa di equivoci e proiezioni , attribuire colpe e significati che impoveriscono l’altro per innalzare noi stessi, sono meccanismi di difesa dell’IO molto diffusi, ma l’effetto che ottengono è rovinare i rapporti).

A volte gli adulti sbagliano, utilizzano modi aggressivi anche con i bambini. I bambini ci guardano e imparano da noi?

Dovremmo ricordare che i bambini ci usano come modello di imitazione, fanno ciò che vedono fare. Importante è capire che la violenza non è un’opzione sceglibile!

Quando sbagliamo possiamo chiedere scusa, sì ma non dobbiamo farlo più, dobbiamo davvero cambiare le nostre modalità, imparare a contenerci. A volte in famiglia ci sono abitudini acquisite che diventano automatismi, usare il partner per farsi contenere quando esageriamo, tanto sappiamo che è l’altro che ci pone il limite, ma non pensiamo quanto possa pesare all’altro faticare per porre i limiti anche a noi. Oppure usiamo le reazioni esagerate per imporre le nostre logiche, a volte alziamo la voce per stoppare l’altro, per intimidirlo, in modo che il contenimento venga fatto attraverso la paura e la sottomissione, lo si fa ancora troppo spesso anche con i bambini, purtroppo dimenticando che i bambini imparano per amore, non per paura, che la loro identità viene ferita se la relazione è mediata dalla paura e non dal rispetto del reciproco desiderio.

Più metodi di contenimento gentile ha un adulto, più è un bravo educatore, e migliore è l’atmosfera in casa.

#PUCRAVENNA #IOMISENTO #GIANCARLATISSELLI

#comunicazionempatica

Conferenze pubbliche Fare comunità al tempo dei social network

Ciclo di conferenze pubbliche “Fare comunità al tempo dei social network”

nelle quali si approfondirà il tema della realtà virtuale, sempre più presente nella vita di tutti noi, e soprattutto in quella delle/dei minorenni.

Il percorso di conferenze, ed il seminario conclusivo, fanno parte della V edizione del progetto “Pluriverso di genere”,  che svolgiamo in collaborazione con l’associazione FMP.

Tre incontri pubblici e un seminario per comprendere la realtà dell’era digitale, sopratutto nel rapporto educativo con le giovani generazioni. Si inizia il 31 gennaio con Marco Aime.

depliantFormazionePluriverso5esterno

Le tecnologie digitali – computer, smartphone, tablet e la Rete globale cui danno accesso – hanno determinato negli ultimi anni una rivoluzione a tutto tondo, non solo nel mondo delle telecomunicazioni e del lavoro: il cambiamento più radicale, di natura sociale e culturale, sta avvenendo nelle case e nelle vite di ciascuno. Siamo all’alba del periodo storico che viene definito “Era Digitale”.
“Fare comunità al tempo dei social network”, vuole indagare la realtà virtuale sempre più presente nella vita di tutti noi, soprattutto in quella dei/delle minorenni. E’ essenziale, per chi usa questi social network e soprattutto lavora in campo educativo, saper cogliere le situazioni e “attrezzarsi” con conoscenze, competenze, prassi relazionali, proposte educative, verso le nuove generazioni, rendendosi conto di come sia cambiata l’idea ed il fare comunità.

31 gennaio 2020 con MARCO AIME

Non sempre la Rete fa rete. Legami deboli ed empatia nel web

L’uso eccessivo della comunicazione via web, può creare simulazioni di comunità, che vivono però su legami fragili e spesso spersonalizzati, se non si traducono


successivamente in una forma offline…..

27 febbraio 2020 con CINZIA ALBANESI

Costruire comunità on line. Oltre l’odio in rete

La rete è spesso sotto i riflettori per la diffusione di fenomeni negativi, come hate speech, cyberbullismo, che rappresentano una minaccia per il benessere individuale e collettivo.  La rete però non è solo questo: vedremo, nel corso dell’incontro, se e in che modo la rete può creare crea anticorpi a questi fenomeni e essere luogo per la


promozione di benessere e empowerment di comunità

inizio Marzo 2020 con ILARIA BONATO

Consumo di pornografia in rete e educazione alla sessualità
Il fenomeno del consumo di pornografia è sempre più diffuso e coinvolge ragazzi e ragazze sempre più giovani, che si trovano con pochi strumenti di fronte ad un immaginario sessuale stereotipato, anaffettivo e troppo spesso violento nei confronti delle donne. Quanto contribuisce questa esperienza alla costruzione della loro identità sessuale? Quanto la visione di prodotti pornografici risponde, in realtà, ad un bisogno legittimo e non riconosciuto di risposte ad alcune domande cruciali sul corpo, sul desiderio, sul sesso?

Al termine del percorso di conferenze si realizzerà un SEMINARIO al sabato mattina sulla
DIDATTICA E METODOLOGIA D’INTERVENTO

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Dopo un’iniziale periodo di “luna di miele”, oggi l’attenzione pubblica si  focalizza soprattutto sugli effetti avversi legati all’utilizzo di tali strumenti, in termini di salute e di sicurezza sia dell’individuo che delle comunità. Tali “controindicazioni” ci colgono di sorpresa dal momento che abbiamo lasciato entrare gli schermi nelle nostre vite, senza interrogarci a sufficienza sul nostro ruolo di utenti nel concretizzare le loro grandi potenzialità, sia in termini di vantaggi così come in danni. In altre parole, abbiamo lasciato entrare nelle nostre vite la rivoluzione digitale ancor prima di pensare all’importanza di costruirci un’educazione al digitale.

Se l’educarsi al digitale è quindi fondamentale per le generazioni di “migranti” (gli adulti cresciuti per buona parte nel mondo del carta-e-penna), lo è a maggior ragione per i cosiddetti “nativi”(coloro che sono nati/e in un mondo già globalizzato ed iperconnesso), familiari con gli schermi sin dai primi mesi di vita, inconsapevoli di come la quotidianità fosse prima dell’avvento di Internet.

Si prendendo le distanze da posizioni estreme, di chi da un lato vede i “nativi digitali” come “naturalmente” predisposti all’utilizzo degli schermi (affermazione smentita da alcuni dei fenomeni avversi sopra menzionati, trasversali alle generazioni) o di chi all’opposto tenta, spesso senza successo, di rendere l’età dello sviluppo e dell’apprendimento il meno possibile “contaminata” dalla presenza di tecnologie, oggi è forse più opportuno chiedersi come far sì che le nuove generazioni acquisiscano maggior consapevolezza delle potenzialità insite negli schermi e che imparino come utilizzarli per trarne il meglio ed evitare i rischi annessi, iniziando a costruire il proprio futuro di cittadini digitali.

Le associazioni Femminile Maschile Plurale, PsicheDigitalePsicologia Urbana e Creativa

presentano la V edizione di Pluriverso di genere, affrontando il tema “Fare disfare comunità nel mondo dei social network”, indagando la realtà virtuale sempre più presente nella vita studentesca sin dall’infanzia. I media digitali, come i mass media in generale, non facilitano la decodifica di simboli e messaggi e incoraggiano a trattare le differenze con proposte “rigide” per quel che riguarda la libertà di essere se stess*.

Diventa essenziale che per chi usa questi social network e soprattutto lavora in campo educativo, si colgano le situazioni per “attrezzarsi” con conoscenze, competenze e prassi relazionali, proposte educative, verso bambin*, ragazz* e giovan*.
Acquisire un diverso “abbecedario” di queste forme di interazione permetterà di riconoscere gli stereotipi, innanzitutto a partire da sé, imparando ad utilizzare anche gli strumenti digitali in modo differente, propositivo e positivo, promuovendo inoltre consapevolezza e responsabilità nell’uso e nell’approccio mediatico.

Il progetto beneficia della compartecipazione alle spese del Comune di Ravenna,
Assessorato Pubblica Istruzione Politica e Cultura di  genere

#PLURIVERSODIGENERE #PUCARAVENNA 

 

AUGURI DI BUONE FESTE e DI UN 2020 CON BUONI SENTIMENTI da Psicologia Urbana e Creativa APS

AUGURI DI BUONE FESTE E DI UN 2020 CON BUONI SENTIMENTI 

Comunichiamo che abbiamo rinnovato lo Statuto dell’Associazione

Psicologia Urbana e Creativa APS.

Abbiamo inoltre cambiato istituto bancario e la nuova banca è Banco BPM, ed il nuovo Iban è il seguente:

IT58 M 05034 13101 00000000 7408

Chi volesse rinnovare la tessera associativa per l’anno 2020, può effettuare il bonifico di €10,00 all’Iban suindicato.

Auguri di buone feste!

 

#PUCRAVENNA

PROGRAMMA 2019-2020 CORSI PSICOLOGIA URBANA E CREATIVA NEL RAVENNATE

Siamo lieti di condividere con tutte e tutti voi il

programma dei corsi proposti dalla nostra associazione

per l’anno 2019 e 2020 sul territorio ravennate.

 

SABATO 9 NOVEMBRE 2019

IO MI SENTO evento di presentazione dei corsi e spettacolo teatrale

ore 18:00

Presso SALA GARATONI RAVENNA

DINAMICHE DI POTERE TRA I GENERI 

MARTEDI’ 21 – 28 gennaio 2020

MARTEDI’ 4 – 11 – 18 – 25 FEBBRAIO 2020

MARTEDI’ 3 MARZO 2020

dalle ore 20:45 alle ore 22:45

presso la CASA DELLE DONNE in collaborazione con LINEA ROSA

via Maggiore 120, Ravenna

 

DINAMICHE DI POTERE TRA I GENERI 

MERCOLEDI’ 11 – 18 – 25 MARZO 2020

MERCOLEDI’  1 – 8 – 15 – 22 APRILE 2020

dalle ore 20:45 alle ore 22:45

presso la Sede della Circoscrizione

via Vittorio Veneto 21 Castiglione di Ravenna

 

I SENTIMENTI DEGLI UOMINI 

LUNEDI’ 25 NOVEMBRE 2019

LUNEDI 2 – 9 – 16 DICEMBRE 2019

LUNEDI’ 13 – 20 – 27 GENNAIO 2020

dalle ore 20:45 alle ore 22:45

presso la CASA DEL VOLONTARIATO

via Sansovino 57, RAVENNA [entrata sul retro] 

 

I SENTIMENTI DEGLI UOMINI 

LUNEDI’ 2 – 9 – 16 – 23 – 30 MARZO 2020

LUNEDI’ 6 – 20 APRILE 2020

dalle ore 20:45 alle ore 22:45

presso la CASA DEL VOLONTARIATO

via Sansovino 57, RAVENNA [entrata sul retro]

 

SERATA DI CONCLUSIONE DEI CORSI 

MERCOLEDI’ 13 MAGGIO 2020

ore 20:30

presso la CASA DEL VOLONTARIATO

via Sansovino 57, RAVENNA [entrata sul retro]

L’iscrizione all’Associazione Psicologia Urbana e Creativa prevede una quota associativa annuale pari a € 10,00 
E’ richiesto un contributo di € 10,00 a parziale copertura dei costi per i materiali che verranno rilasciati ai partecipanti.

Per informazioni e prenotazioni potete contattarci

a info@pucravenna.org

oppure qui: 

IO MI SENTO al CENTRO DONNA CESENATICO

IO MI SENTO

Presso il CENTRO DONNA CESENATICO

 

Mercoledì 13 novembre 2019 alle ore 20:45, avrà inizio a Cesenatico il corso gratuito rivolto alle donne “Io mi sento”,

presso il Palazzo del Turismo, viale Roma 112, dalle ore 20:45 alle 22:45.

Il Corso è organizzato in 5 incontri,

previsti nelle date di mercoledì 13 – 20 – 27 novembre – 4 -11 dicembre 2019

Il corso è rivolto alle donne che desiderano rafforzare la propria autostima, migliorare la comunicazione nelle relazioni di coppia e familiari,

e la capacità di riconoscere gli stereotipi di genere e le dinamiche di prevaricazione che frequentemente si verificano all’interno delle relazioni interpersonali significative.

Essere consapevoli di se stesse implica entrare in contatto con il proprio sentito e significa aprire alla sfera dell’emotività che spesso si tende a relegare ad un ruolo marginale,

a scapito della propria spontaneità ed originalità.

Partire dal “sentito” consente di dare rilievo alla propria autenticità, di investire su se stesse,

e favorisce la capacità di individuare ed esprimere i propri bisogni in maniera serena e dare limiti con autorevolezza a chi non ci sta rispettando, per poter stare all’interno di una relazione affettiva soddisfacente, caratterizzata da reciprocità.

Ci sono tanti strumenti per facilitare l’ascolto di sè e rafforzare la capacità di essere assertive all’interno delle relazioni tra donne e uomini, e questi sono solo alcuni dei temi che verranno trattati in gruppo con esercizi, giochi e simulazioni al fine di prendere consapevolezza degli stereotipi culturali di genere che condizionano la vita di ognuno di noi, nell’immagine che abbiamo di noi stesse e nel ruolo che rivestiamo all’interno delle relazioni affettive tra donne e uomini.

 

Per informazioni e iscrizioni:

Centro Donna 0547 673586, il martedì e giovedì dalle 9:00 alle 12:00

Ufficio URP del Comune di Cesenatico 0547 79333, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00.

 

E’ possibile comunicare serenamente e dire ciò che ci piace e che non ci piace, e dare limiti con autorevolezza a chi non ci sta rispettando senza cadere nell’imbuto della rabbia!

Il corso propone una riflessione condivisa sulle alternative ai conflitti e all’aggressività che spesso si manifesta nelle situazioni domestiche così come in altre realtà sociali.

Questi sono alcuni dei temi che verranno affrontati in gruppo con esercizi, giochi e simulazioni,

al fine di prendere consapevolezza degli stereotipi culturali che condizionano la vita di ognuno di noi e ostacolano la comprensione nelle relazioni tra uomini e donne.

Per informazioni e iscrizioni potete contattare il Centro Donna 0547 673586,

il martedì e giovedì dalle 9:00 alle 12:00,

oppure l’Ufficio URP del Comune di Cesenatico 0547 79333,

dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00.

Un caro saluto dallo staff di Psicologia Urbana e Creativa!

https://www.facebook.com/events/927671734259727/

https://www.facebook.com/centrodonnacesenatico/

#centrodonnacesenatico #pucravenna 

Corso psico-educativo “I sentimenti degli uomini” – Cesena 2019

Corso “Io mi sento – i sentimenti degli uomini”, che si terrà a Cesena.
Il corso si svolgerà per 5 martedì, nelle date del 8 – 15 – 22 – 29 Ottobre e 5 Novembre, presso il Centro di Documentazione Educativa del Comune di Cesena, in Via Aldini 22, dalle ore 20.45-22.45.
Per informazioni e iscrizioni potete contattare i recapiti telefonici: 0547355738 oppure 0547355742.
Il corso è rivolto agli uomini che desiderano migliorare la conoscenza dei propri sentimenti ed emozioni ed imparare ad esprimere il proprio sentito e la propria unicità in modo autentico, rispettoso e non conflittuale.
Spesso nelle relazioni affettive si discute perché non si riesce a comunicare in modo sereno e chiaro ciò che si prova e si desidera e, anziché stabilire dei confini adeguati, si rischia di cadere nell’imbuto della rabbia, che danneggia i rapporti, facendoci entrare in una spirale di incomprensioni alla quale sembra difficile trova una soluzione.
Invece è possibile confrontarsi e avere degli scambi con modalità che favoriscano la stima reciproca, il rispetto e l’affetto, in alternativa ad una comunicazione conflittuale e caratterizzata da aggressività.
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Il corso propone una riflessione condivisa sulle alternative ai conflitti e all’aggressività che spesso si manifesta nelle situazioni domestiche così come in altre realtà sociali. Questi sono alcuni dei temi che verranno affrontati in gruppo con esercizi, giochi e simulazioni, al fine di prendere consapevolezza degli stereotipi culturali che condizionano la vita di ognuno di noi e ostacolano la comprensione nelle relazioni tra uomini e donne.

 

https://www.facebook.com/events/480161642712877/

 

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